Why War? – Parole e figure per riflettere assieme sulla grande guerra

Com’è possibile che [una] minoranza riesca ad asservire alle proprie cupidigie la massa del popolo, che da una guerra ha soltanto da soffrire e da perdere?
(Albert Einstein)

Credo che la ragione principale per cui ci indigniamo contro la guerra è che non possiamo fare diversamente. Siamo pacifisti perché a ciò siamo necessitati da ragioni organiche.
(Sigmund Freud)

In occasione del centenario dall’inizio della Prima Guerra mondiale il Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali organizza, tra Bologna e Forlì, una settimana di letture, proiezioni e discussioni che ruotano intorno ad alcune parole chiave: racconti, confini, masse, pace e guerra e accelerazioni. Il titolo della manifestazione, Why War?, riprende quello del carteggio tra Albert Einstein e Sigmund Freud: le loro riflessioni risuonano ancora oggi tristemente attuali.

Il programma e molte informazioni utili sono disponibili nel sito dell’iniziativa. Gli incontri e le proiezioni si svolgeranno tra le sedi dell’Alma Mater di Bologna e Forlì dal 10 al 14 novembre. L’ingresso ai dibattiti sarà libero e gratuito, mentre l’ingresso alle proiezioni sarà limitato agli studenti e ai docenti dell’Università di Bologna.  Per seguire gli eventi su twitter potete utilizzare il tag #whywar.

Le conseguenze del (dis)placement

displacementdi Anna Angelkova

Il topic di questo blog è facilmente deducibile dal suo nome – “placEvent” – deriva da placement ed event. Se la parte event riguarda, semplificando, il tema dell’organizzazione eventi, personalmente non mi era chiaro del tutto il lato placement. Mettendolo sotto un’altra luce, vorrei avvicinarmi ad una sua comprensione/interpretazione più profonda e suscitare l’interesse sulla sua importanza in termini diversi dai soliti.

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