Bologna Open Data: una giornata di data journalism e dataninja

foto.di Michela Missimi

Oggi vi parliamo di Open Data: dati aperti e resi disponibili dalla Pubblica Amministrazione. L’approccio italiano agli Open Data è partito non dallo stato centrale ma dalla periferia. Amministrazioni regionali o cittadine virtuose che si alleano con esponenti della società civile per esplorare lo spazio dei dati aperti. A differenza di paesi quali, ad esempio, Stati Uniti, Regno Unito e Francia, dove le iniziative open data sono “top-down”, qui sono “bottom-up“. Continua a leggere

Costruire una community o attirare degli spettatori?

Jean Weil in ABC studio making international phone call by JWA Commons

di Valentina Bazzarin

Qualche mese fa avevo iniziato a raccogliere dei materiali per aggiornare un articolo scritto verso la fine della prima edizione del laboratorio, per proporre una riflessione sulle relazione tra, la condivisione di conoscenza, all’interno di comunità dai confini fluidi ricca di contenuti, e l’ inquietante somiglianza tra il modello di assorbimento senza scambio delle informazioni degli studenti universitari e l’audience sul divano di casa dei media tradizionali. Continua a leggere

Yvonne Venturetti

Yvonne VenturettiMi chiamo Yvonne Venturetti, ho 23 anni e sono nata a Bologna in una fredda giornata di dicembre. La scrittura è la passione che mi accompagna da quando sono piccola, insieme al sogno di diventare una giornalista. Amo scrivere in totale libertà, mettendo su carta i miei pensieri, perché credo che sia uno dei modi più diretti e naturali per arrivare agli altri.

La mia predisposizione verso le materie umanistiche e letterarie, nonché una totale avversione per quelle scientifiche, mi ha portato a scegliere inizialmente il liceo linguistico e, in seguito, la facoltà di Lettere e Filosofia di Bologna.

Seppur soddisfatta delle mie scelte, dopo la laurea, sentivo la necessità di dare una valenza un po’ più pratica e concreta ai miei studi, fino a quel momento prettamente teorici.

La laurea magistrale in Scienze della comunicazione pubblica e sociale di Bologna era quella che meglio rispondeva alle mie esigenze e al mio interesse per l’ambito comunicativo ed interattivo. Così, mi trovo oggi a frequentare il secondo anno del Compass, compiaciuta della mia decisione,   ma, allo stesso tempo, accompagnata dalla consapevolezza e dalla voglia di accrescere le mie competenze ed arricchirmi a livello umano, vivendo al meglio tutto ciò che questa esperienza possa offrirmi.

Questi sono i miei profili Twitter e Linkedin.

Civic-hackers in classe

1948. Goshen, Indiana. Spanish class. Miss Lois Gunden teaching, Goshen College. Immagine senza limitazioni al copyright.

1948. Goshen, Indiana. Spanish class. Miss Lois Gunden teaching, Goshen College. Immagine senza limitazioni al copyright.

di Valentina Bazzarin

In attesa di definire tempi e contenuti dell’ edizione 2013-2014 del laboratorio, anticipo qui i contenuti di un mio breve intervento sul prossimo numero di ICS Magazine dove racconto la visione che ha guidato l’esperienza dello scorso anno, nella speranza di riprendere il filo del discorso iniziato con gli studenti che ormai si stanno laureando e con quelli che nel prossimo anno accademico verranno coinvolti nelle nostre attività. Continua a leggere

Staffetta Speaker #9: Nicola Bruno #startupgiornalistiche

Nicola Bruno #startupgiornalistiche

Nicola Bruno #startupgiornalistiche

di Chiara Lo Dico

Il nono speaker di Communi.Action è Nicola Bruno, giornalista e autore del libro “La Scimmia che Vinse il Pulitzer. Personaggi, avventure e (buone) notizie dal futuro dell’informazione”.
Nicola, che noi di PlacEvent abbiamo conosciuto durante una lezione del laboratorio (qui le foto dell’incontro), è attualmente socio dell’agenzia giornalistica effecinque ed è proprio di Start Up giornalistiche che Nicola ci ha parlato durante i suoi  7 minuti della staffetta.
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Guru in Action: Aron Pilhofer

Aron Pilhofer by Gabriella Comparato

Aron Pilhofer by Gabriella Comparato

di Valentina Gasperini

Abbiamo raccontato Aron Pilhofer e la sua professione in un post della settimana scorsa, dedicato interamente a lui. Come i lettori più cari sapranno, il direttore di News Interactive del The New York Times è stato un ospite d’eccezione dell’evento Communi.Action targato PlacEvent, tenutosi martedì 23 Aprile presso l’Università di Bologna. La grande attesa per il suo intervento e l’onore di averlo avuto tra gli ospiti hanno collaborato a rendere l’evento intenso e, ammettiamolo, di successo.

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FormicaBlu: segui le sue tracce per scoprire il mondo!

di Francesca Borsariuntitled

Communi.Action ormai sta per arrivare, e martedì ad aiutarci a coordinare questo grande evento ci sarà Elisabetta Tola, fondatrice di Formicablu. Ma cerchiamo di capire meglio chi è Formicablu attraverso le parole della sua fondatrice.

Chi è Formicablu e quando nasce?

Formicablu è una agenzia di comunicazione scientifica, che ho fondato nel 2005 assieme ad altri tre soci. Negli anni ci sono stati vari cambiamenti e adesso siamo 7 soci e abbiamo 2 sedi, a Bologna e a Roma. Formalmente Formicablu è un’azienda, una srl, ma nei fatti corrisponde più a una specie di studio associato di liberi professionisti: ognuno di noi viene da percorsi abbastanza diversi e anche se in molti abbiamo una laurea scientifica ci sono anche due filosofi e un laureato in scienze della comunicazione. Tutti quanti poi abbiamo un master in comunicazione scientifica, ma qualcuno si è preso perfino un dottorato. Insomma, siamo un gruppo piuttosto eclettico e ci completiamo bene gli uni con gli altri.

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