Bologna Open Data: una giornata di data journalism e dataninja

foto.di Michela Missimi

Oggi vi parliamo di Open Data: dati aperti e resi disponibili dalla Pubblica Amministrazione. L’approccio italiano agli Open Data è partito non dallo stato centrale ma dalla periferia. Amministrazioni regionali o cittadine virtuose che si alleano con esponenti della società civile per esplorare lo spazio dei dati aperti. A differenza di paesi quali, ad esempio, Stati Uniti, Regno Unito e Francia, dove le iniziative open data sono “top-down”, qui sono “bottom-up“. Continua a leggere

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Di chi sono i miei dati? Terza puntata da HackinBO

Fonte: Nova Scotia Archives Member since 2011 No copyrights restrictions

Fonte: Nova Scotia Archives Member since 2011 No copyright restrictions

di Valentina Bazzarin

Questo terzo, ma non necessariamente ultimo, post del primo ciclo di interventi sulla sicurezza (la prima e la seconda puntata sono state oggetto di qualche critica, ma hanno suscitato un buon interesse) cercherà di trovare le risposte alla domanda del titolo prendendo spunto sia dal rapporto del Censis sugli italiani e sulla privacy online, presentato il 7 ottobre a Roma, che dagli interventi dei relatori al convegno HackinBo. Continua a leggere

Hackers imprenditori: l’evento #hackinBo

Courtesy of hackinbo

di Valentina Bazzarin

La scorsa settimana ho scritto il primo di una serie di post che contengono riflessioni e informazioni sul tema della sicurezza nella rete e nei social media.

Questa settimana – prima di concentrarmi come promesso – nella descrizione dei contenuti e nella presentazione dei relatori intervenuti ad HackInBo vi annuncio che Ottobre è il Mese Europeo della Cyber Security. La sfida che tutti i paesi del vecchio continente si trovano oggi ad affrontare consiste nel miglioramento della fiducia dei cittadini nei servizi IT sia pubblici che privati. Continua a leggere

Internet.org per combattere il digital divide

internet.org

Internet.org

di Laura Brugnoli

Internet.org è una campagna che si pone l’obiettivo di connettere altri 5 miliardi di persone alla rete. Lanciata il 21 agosto da Mark Zucherberg, l’iniziativa vanta la collaborazione di importanti compagnie del settore della telefonia mobile quali Nokia, Samsung , Ericsson, Qualcomm e Mediatek. Continua a leggere

MiMuovo: Smart-infomobilità a Bologna

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di Emily Carrano

Si sa, uno dei peggiori problemi per chi si muove in città è proprio quello del traffico e della mobilità, ma il comune di Bologna ha pensato ad una modalità nuova e innovativa per migliorare l’infomobilità on line.
La piattaforma realizzata dal Comune e dalla Regione Emilia-Romagna con il contributo di centinaia di cittadini è il prodotto di un percorso di progettazione partecipata nell’ambito del progetto Smartip “Smart Metropolitan Areas Through Innovation and People”, promosso a partire dal 2011. Continua a leggere

Staffetta Speaker #3: Linda Serra #digitalstrategies

Linda Serra #digitalstrategies

di Alessia Angelo

La terza componente della staffetta Communi.Action è Linda Serra, Digital Strategist di professione, costruisce strategie per i brand on line, lavora in un’agenzia di comunicazione e nel tempo libero è presidente dell’associazione Girl Geek Dinners Bologna che porta avanti l’inclusione di genere, in cui Linda Serra prova ad attuare un’alfabetizzazione femminile.

Inizia il suo intervento con un’esclamazione: “ho l’arduo compito di spiegarvi in sette minuti quanto sia importante fare digital strategist al giorno d’oggi” e continua: “ci provo”.

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Il giornalismo ai tempi dell’ Open Data

7651255714_b476e0a77e_bdi Gabriella Comparato

Di Data Journalism abbiamo parlato non molto tempo fa nel nostro blog.
Oggi la massiccia invasione di dati attraverso la creazione di numerose piattaforme open source non rappresenta soltanto una crescente partecipazione collettiva alle discussioni generate intorno a temi d’interesse globale -si pensi al fenomeno Wikileaks, o alle proteste post elettorali in Iran che hanno avuto un’eco fortissima in tutto il mondo grazie a Twitter – ma definisce anche una nuova possibilità di fare giornalismo di qualità. I dati, da soli, servono a poco. E’ compito dei giornali interpretarli e diffonderli. Il Data Journalism consiste proprio nell’analizzare, manipolare e rendere comprensibile il discorso che si cela dietro la montagna di dati che, senza un’ interpretazione adeguata, perderebbero di senso, o rischierebbero di passare inosservati nei meandri del web.

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