Educatori e ragazzi al centro della rete

"Climbed" by Giacomo Carena

“Climbed” by Giacomo Carena

di Francesco Moledda.

Amnesia -questo il nick su Ask.fm– è una ragazzina di 14 anni che una domenica di febbraio come tante altre ha deciso di lanciarsi da una finestra di un ex hotel in provincia di Padova. Cosa può spingere una ragazza così giovane a fare un gesto del genere?

Un disagio, certamente, talmente profondo da diventare incolmabile. Il punto è che non si tratta di un disagio inespresso, più volte l’aveva manifestato chiaramente ai suoi coetanei. Forse, però, aveva scelto la piazza peggiore per farlo: Ask.fm.

Come si legge in un articolo che raccoglie varie fonti sul caso: “Nella sua pagina su Ask la ragazza cercava di confidare le sue difficoltà, ricevendo però in cambio soltanto incomprensione e insulti. Se l’adolescente spiegava di temere di essere ingrassata, c’era chi la apostrofava come «ritardata, grassa e culona». Insultata, quando aveva bisogno che qualcuno ascoltasse le sue richieste d’aiuto. «L’ultimo libro letto? Diario di una ragazza suicida», si leggeva. Fino alla storia dei tagli sulle braccia, fatti con un temperino e definiti da lei stessa come «piccole bocche che gridano aiuto». Ma i coetanei le replicavano accusandola di farlo soltanto per «farsi vedere»”.

E ancora…”Fai schifo come persona, si legge tra le risposte. Ma non solo: «Spero che uno di questi giorni taglierai la vena importantissima che c’è sul braccio e morirai!». Invece che aiutarla, c’è chi ha contribuito con attacchi volgari ad aumentare quel suo senso di frustrazione“.

In famiglia non aveva parlato del suo disagio e Amnesia” si rivela ben presto un nickname azzeccato che non si riferiva alla sua incapacità di riconoscersi o ricordare, ma a quella degli adulti che la vedevano ma forse non la guardavano, che sentivano ma non ascoltavano. Amnesia è anche quella dei suoi compagni che leggevano ma non interagivano con lei per sollevarla o condividere un disagio, piuttosto hanno attaccato la sua vulnerabilità.

Tante storie come questa vanno raccontate, senza il timore di criticare -ad esempio- una piattaforma come Ask.fm di cui avevamo già scritto sul blog e di cui continuano a restare inesplorati gli aspetti positivi e le potenzialità educative.

Come approcciarsi ad un mondo del genere e ai tanti luoghi virtuali simili che nascono sul web?

Questa è sicuramente una delle domande più frequenti che si pongono gli educatori delle comunità e dei centri per ragazzi, che accolgono soprattutto minorenni. I giovanissimi, infatti, si collegano a piattaforme come Ask.fm e manifestano liberamente dubbi, perplessità, disagi ma anche desideri sessuali e questioni sentimentali.

Noi di PlacEvent [HUB], il 30 maggio e il 5 giugno, saremo impegnati in due incontri con gli educatori delle comunità e dei centri giovanili di Bologna. Le giornate nascono per parlare di cyberbullismo e uso consapevole del web, ma siamo certi che diventeranno occasione e momento di incontro e confronto sui dubbi e le perplessità che prova ogni giorno chi sta a contatto con i ragazzi.

Noi proveremo a mettere sul tavolo della discussione questioni come la costruzione dell’identità dei ragazzi al tempo di internet e la sicurezza e la protezione dei propri dati sul web. Ci chiederemo come cambia l’apprendimento attraverso i social network e proveremo a dare strumenti tecnici e buone pratiche da poter sfruttare ogni giorno con i ragazzi, spesso inconsapevoli sia dei rischi che corrono sul web che delle sue potenzialità.

Sicuramente in linea con i temi trattati è “Noah“, il cortometraggio diretto da Patrick Cederberg e Walter Woodman che ha partecipato al Toronto International FIlm Festival nel 2013. Il cortometraggio è in inglese, ma proprio per questo, oltre che per i temi trattati, potrebbe essere riproposto ai ragazzi, come momento didattico oltre che di riflessione. In alcune sue parti, se pur per pochi istanti, il cortometraggio presenta scene forti e riferimenti sessuali espliciti. Nulla di diverso, però, da ciò che possono incontrare i ragazzi in rete. 

 Clicca qui per vedere “Noah”

Da parte degli educatori ci aspettiamo che abbiano la voglia di portare sul tavolo casi reali, vissuti in prima persona, dai quali partire e porre le basi delle due giornate.

Non sarà una lezione frontale, ma una tavola di discussione, momento per crescere insieme e confrontarsi su questioni che possono anche sembrare banali e scontate, ma che certamente non lo sono.

Grazie a chi avrà voglia di contribuire sul blog ma anche a chi prenderà solo spunto da qui per prepararsi alle due giornate.

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