Banda larga: l’Europa accelera mentre l’Italia attende lo statuto Agid

velocità connessione EMEA

credits by Akamai

 di Marco Pontillo

In un mondo sempre più innovativo ed evoluto, e nel quale aumentano le persone connesse alla rete, sentiamo parlare spesso di banda larga, la connessione con una velocità superiore ai 4 Mbps. L’Europa, in tal senso, si sta adeguando, ma al suo interno alcuni paesi, tra cui l’Italia, stentano ancora a raggiungere gli standard medi auspicati dall’UE.

L’Italia, purtroppo ma senza eccessiva sorpresa, figura al penultimo posto in Europa. L’approvazione dello statuto AGID per l’Agenda Digitale in Italia, potrebbe tuttavia fungere da volano per diminuire il gap che separa il Paese dal resto dell’Europa in quanto a digitalizzazione.
Dalla prima comparsa della rete internet con il progetto ARPANET nel lontano 1969 fino ad oggi, il web ha continuato il suo percorso, vedendo aumentare sia il numero di utenti che la velocità di navigazione. Secondo un recente studio della società Akamai Technologies (Rapporto sullo stato di internet in EMEA, relativo al terzo trimestre 2013) in Europa la velocità di internet è mediamente aumentata del 10% in un solo trimestre; a farla da padrone per il tasso di penetrazione della banda larga è la Svizzera dove, il 90% delle connessioni superano la velocità limite di 4Mbps, seguita da Olanda, Danimarca, Repubblica Ceca, Israele, Austria con un tasso al di sopra dell’80%.
Riguardo la velocità di connessione della banda larga, al primo posto troviamo l’Olanda con una media di 12,5 Mbps, poi Svizzera con 11,6 e poi Germania con 7,6, Spagna 6,9, Francia 6,5.
Analizzando la banda ultralarga, quella con velocità superiore ai 10 Mbps, quasi tutti i Paesi hanno registrato un incremento di diffusione e utilizzo: ancora una volta l’Olanda primeggia con il 44% dei suoi abitanti che ne usufruiscono; in successione il 39% degli svizzeri, il 12% degli slovacchi e il 10% dei portoghesi.
Da ultimo il mobile, che pur se in crescita, con un aumento del volume di traffico dati dell’80%, non si esalta in quanto a velocità. (Solo 18 operatori telefonici in area EMEA, hanno registrato velocità di connessione a banda larga, e troviamo in cima la Russia con 9,1 Mbps).

La domanda adesso sorge spontanea: e l’Italia? Stando sempre al report Akama, attualmente la nostra penisola si trova al penultimo posto, come conseguenza del suo modestissimo 49% delle connessioni effettuate su banda larga. Non si riscontrano dati positivi neppure nella velocità della rete a banda larga, la cui media non supera i 4,9 Mbps. Quella a banda ultralarga, le cui connessioni si fermano al 14% contro il 54% della UE, nonostante abbia registrato un incremento del 40% annuo, è utilizzata solamente dal 3,7% degli italiani. Il mobile non ci mostra infine, una situazione diversa, in quanto il provider che offre la velocità maggiore si attesta attorno ai 4.5 Mbps.

velocità mobile EMEA

credits by Akamai

Abbiamo visto qual è lo stato della rete in Italia, ma adesso volgiamo la nostra attenzione sull’ Agenda Digitale; dallo scoreboard aggiornato al 2013 di Agenda Digitale 2020 si denota che, l’utilizzo medio di Internet in Italia è del 53% (contro il 70% della media europea), e che l’e-commerce non si espande (17% contro il 45% della UE). Si evince dunque che anche sul fronte digitalizzazione l’Italia fatica: tanti italiani non si sono mai avvicinati a Internet, tante imprese non vendono online e sono poche iniziative di e-Government. Ma questa situazione può, anzi deve rappresentare un’opportunità, come affermato da Roberto Viola, vice direttore della direzione generale Connect della Commissione Ue, durante Going local Italia 2013, evento atto a promuovere l’Agenda Digitale. Viola ha affermato, infatti, che esistono innumerevoli finanziamenti provenienti dall’Europa, opportunità che l’Italia non sfrutta; diversi miliardi di euro di fondi non sono ancora stati spesi, e utilizzare con rigor di logica tali fondi, sarebbe una chiave per la ripresa dell’Italia. (Ecco il report completo della giornata).
Da un altro studio (Digital by default or by Detourdecimo rapporto della Commissione europea sui servizi europei di e-Government”), emerge che l’Italia è l’unico Paese europeo a non aver ancora adottato il Foia per la trasparenza e il diritto all’accesso dei dati della Pubblica Amministrazione.

agenda digitale italiana

credits by iperbole2020.tumblr.com

Viste tutte le circostanze non sempre positive nelle quali si trova l’Italia, un barlume di speranza è dato dalla prossima attuazione dello Statuto Agid; una volta pronto e pubblicato ufficialmente, potrà, infatti, partire il programma per la realizzazione dell’Agenda Digitale Italiana. Non basta però mettere in pratica questa politica; se manca, infatti, la cultura dell’innovazione e della digitalizzazione, è necessario andare alla radice del problema, e sarebbe ottimale e risolutivo, intraprendere un percorso di alfabetizzazione digitale sia per i bambini e gli adolescenti nelle scuole, che per gli anziani e gli adulti, non rientranti nella cosidetta cerchia dei “nativi digitali”. (A tal proposito è interessante un precedente articolo sull’educazione digitale a scuola)
All’estero esiste già questa cultura, tante sono le politiche di alfabetizzazione intraprese, mentre noi, indugiamo nell’adottare processi e tecniche digitali, dando ad esempio priorità alle case editrici che, non soddisfatte degli ebook, pretendono la stampa cartacea dei testi scolastici. Così come non sono da sottovalutare gli insegnanti, i quali, sono troppo legati a “carta e penna” per abbandonarle a favore di tools digitali.
Il risultato è una separazione netta tra chi adotta le nuove tecnologie e approva in pieno l’Agenda Digitale in Italia, e chi ha invece, paura del cambiamento, timore di avvicinarsi al digital. Quest’ultimi rinnegano di conseguenza, qualsiasi tentativo fatto in tale direzione; così ragionando, non ci sarà mai una comunità unita alla ricerca del progresso tecnologico, e si dovrà rinunciare al presupposto essenziale e al punto di partenza ideale per accrescere l’innovazione e guardare al futuro. Si dovrà dunque declinare l’unità di pensiero sia tra chi governa e i cittadini che abbandonare l’idea di collaborazione e condivisione tra i cittadini stessi.

alfabetizzazione digitale

credits by Rock in Rolo ONLUS

alfabetizzazione digitale scuola

Qui un video sulle speranze che il governo nutre per un’Italia digitale: “Agenda digitale, banda larga per 50% italiani entro 3 anni di TMNews

E voi cosa ne pensate? L’Italia può riuscire veramente ad avvicinarsi al resto dell’Europa? Lo statuto Agid può aiutare in tal senso? O occorre prima di tutto rivedere la politica di alfabetizzazione e digitalizzazione?

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