Social Street: la community nasce dalla strada

Social Street Via fonzazza

Social Street Via Fondazza

di Chiara Lo Dico

Tutti ne parlano, tutti le vogliono. La Social Street all’italiana impazza per le città del bel paese. Prima regola: chiedi al vicino.
Ma andiamo con ordine…

Un anno fa il giornalista Federico Bastiani, residente a Bologna, ha un’idea. Cerca interazione con il proprio vicinato direttamente sul web e a costo zero, semplicemente aprendo un gruppo Facebook per i residenti di una via del centro storico: Via Fondazza. L’idea di base era quella di cercare degli amichetti al proprio figlio, ma il caso vuole che l’esperienza si sia trasformata in qualcosa di più.

Dopo le adesioni a pioggia al gruppo sul social network, l’interazione digitale necessitava di qualcosa di più, di un incontro che fosse reale, più umano, un contatto vero. Ecco allora che nascono gli eventi, gli incontri, i flash mob. Via Fondazza cresce sul web ma anche per strada e questa via del centro diventa non solo social ma soprattutto solidale.

Sul sito web di Social Street Italia, così come nelle tante interviste rilasciate dal giornalista e ideatore delle strade solidali, è presente il binomio “condivisione/interesse comune”, fondamento dell’azione sociale mossa dal basso.

L’idea che sta alla base è un ritorno al passato, come quando si suonava il campanello della porta del vicino per chiedere dello zucchero e due uova. Il bello del web è che oggi la richiesta viene fatta in larga scala e non è più necessario bussare a ogni porta per cercare l’ingrediente mancante!

Bologna ancora una volta fa da apriporta per l’Italia di questa esperienza tipica di una smart city che si rispetti. L’idea è talmente semplice ma geniale che si è diffusa in poco tempo in tutto il paese e oggi sono più di cinquanta le strade italiane che hanno messo in pratica l’idea bolognese, non poche se si pensa ai problemi legati al divario digitale da cui il nostro paese è ancora molto colpito.

Mappa delle social street italiane

Mappa delle social street italiane

Oltre alle azioni concrete mosse dall’iniziativa, di cui ormai sul web tutti parlano, ciò che è interessante da notare, ancora una volta, è il potere dell’azione sociale attraverso la rete. Nella società liquida in cui gli esseri umani vivono rapporti sempre più fragili e labili, l’azione delle social street incoraggia, invece, alla rivalutazione delle relazioni interpersonali in funzione dell’interesse e del bene collettivo.

La rete ha forse dato la spinta necessaria per ritornare a quella solidarietà tra cittadini che i nostri nonni ci raccontano con malinconia. Un sorriso in più, un nuovo amico da salutare dal panettiere e un nuovo “like” sul post del gruppo Facebook, diventano azioni alla pari per perseguire quell’idea, forse un po’ romantica, di un sano buon vecchio vicinato.

Se leggendo questo post vi è venuta voglia di fare della vostra strada una social street e dei vostri vicini di casa una community, le azioni da intraprendere sono poche e semplici. Qui le linee guida direttamente proposte dall’esperienza di social street Italia.
La prima community, quella dei “fondazziani” gli abitanti di Via Fondazza, è già attiva…

Date il “via” alla vostra!

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