Niente più stage gratis: uno slogan non una garanzia

Il post laurea - By Ang Fau Attribution License Some rights reserved

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di Angela Fauzzi 

“Niente più stage gratis”. A tratti rincuorante lo slogan dell’ex ministro del lavoro Elsa Fornero, che ha dato il nome alla legge n.92 del 28 giugno 2012.

Una riforma sorta per garantire ai neolaureati un po’ di dignità, promettendo al ragazzo con la corona di alloro sulla testa qualcosa in più che una pacca sulla spalla.

Esattamente un anno fa, a Gennaio 2013, con la definizione della bozza di linee guida del ministero del Welfare, si è stabilito un compenso minimo di 300 euro al mese per tirocinanti e stagisti delegando alle regioni il compito di recepire le linee guida e definire l’importo delle retribuzioni.

Un compito arduo soprattutto per alcune regioni che, a distanza di un anno, non sono state in grado di rielaborare le linee guida e formulare un programma.

Ma bando alle ciance, per chi come me è alla ricerca di uno stage retribuito è il momento di mettersi comodi e scrutare da vicino i principi alla base delle Linee guida delle regioni del 24 gennaio 2013.

Qual è il compenso minimo?

Il tirocinante ha diritto a un compenso non inferiore a 300 euro al mese.

Per le aziende che non pagano l’indennità è prevista una sanzione dai mille ai sei  mila euro.

Quale tipologia di tirocinio è compresa e qual è la durata massima prevista?

–       Tirocini formativi e di orientamento (6 mesi)

–       Tirocini di inserimento e reinserimento a lavoro (12 mesi)

–       Tirocini di orientamento e formazione o di inserimento/reinserimento in favore di disabili (24 mesi)

 Quali tirocini sono esclusi dalle Linee guida?

–  i tirocini curriculari promossi da università, istituzioni scolastiche, centri di formazione professionale;

–  i tirocini previsti per l’accesso alle professioni ordinistiche;

–  i tirocini transnazionali, ad esempio, quelli realizzati nell’ambito dei programmi comunitari per l’istruzione e per la formazione, quali il Lifelong Learning Programme;

– i tirocini per soggetti extracomunitari promossi all’interno delle quote di ingresso;

– i tirocini estivi.

Il breve excursus tra le Linee guida potrebbe a prima vista rassicurare la massa di neolaureati pronti a inviare curricula con una speranza in più nel cuore. Ma aziende ed enti pubblici saranno davvero pronti e disposti a retribuire la massa?  L’escamotage perfetto per sfuggire alla riforma sarebbe quella di cercare studenti e laureandi supportati da un modello di tirocinio non ancora regolamentato, privando i neolaureati del fatidico stage retribuito.

Per non parlare della differenza dell’importo delle retribuzioni definito da ciascuna regione: se infatti  in Piemonte e Abruzzo il tirocinante tipo riceverà ben 600 euro al mese, in Basilicata, Calabria e Sicilia si dovrà accontentare del compenso minimo pari a 300 euro. Dunque “zaino in spalla” e via alla ricerca dell’isola felice. Se può esservi d’aiuto il Corriere della Sera offre una cartina interattiva in cui poter visualizzare il compenso stanziato regione per regione.

Nel blog per i Sociologi  c’è chi parla di una «forma di sfruttamento legalizzata» fino a quando anche i tirocini curriculari non saranno normati a dovere.

Non ci resta che attendere nuove riforme volte a porre davvero fine al reclutamento gratuito di giovani teste vaganti. Utopia?

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