Facebook: obsoleto o porto sicuro?

di Michela Gallo

Photo by Tim BouwerSi sa, nell’era della tecnologia e del web 2.0 il gossip non è più affare solo della vita mondana e privata dei vip dello star system: i nuovi protagonisti dei rumori di corridoio sono ormai i social media. Facebook, la piattaforma più popolare della scuola, spesso criticata per i continui cambiamenti sia d’aspetto che per le politiche di privacy, è ancora una volta al centro dell’attenzione. Ultimamente, infatti, dovendosi confrontare con numerosi social media e applicazioni specifiche, è stata accusata di vecchiaia e di “tuttologia” mal fatta . È davvero così o ci sono punti di vista che sfuggono alle critiche negative?

L’ articolo comparso su La Stampa.it il 29/11/2013, è stato la punta di un iceberg che si è annoverato l’onore e l’onere di tracciare le linee di un’innovazione ideale di Facebook. Il social media è considerato da molti obsoleto, “una sorta di armadio digitale con dentro sempre i soliti vestiti”, giudizio frutto della competizione che la piattaforma deve affrontare visto l’emergere e la rapida diffusione dei nuovi social media e delle applicazioni sempre più specifiche che, sono a parere di molti, meglio organizzate. Proprio perché Facebook è uno degli strumenti di più diffusi, oltre alle critiche ufficiali, è doveroso dar voce alle opinioni degli utenti, che ormai sono i protagonisti e i giudici indiscussi .

Ricordo ancora quando Facebook delineò il passaggio dalla tradizionale bacheca al temuto Diario: pochi erano gli utenti entusiasti. Il primo cambiamento radicale di aspetto e funzionalità era, infatti, già all’epoca, un lampante segnale che Facebook si era affermato e diffuso per certe sue caratteristiche, quelle di semplicità e uniformazione. Gli utenti, vedendosi costretti ad accettare le novità, si sono ben presto abituati alla modaPhoto by Sean MacEnteelità diario e, probabilmente oggi, ben pochi ricordano le differenze con il primo prototipo di Facebook. Da lì in poi, ogni piccolo cambiamento nelle impostazioni e nelle attività possibili, è sempre stato prima criticato, e poi accettato ad occhi bassi. Il social media di Zuckerberg è stato quindi, fin dal principio, “Il Social Media”, riconoscibile, standard, irrinunciabile, primato indiscusso.

I critici più severi potrebbero vederci una sorta di fascismo tecnologico; tuttavia, la mia opinione è che semplicità e modello standard per tutti lascino più spazio e visibilità ai contenuti e riconoscibilità della piattaforma. Volendo essere onesti e un po’ pignoli, in tema di personalizzazione della propria pagina, esistono famosi precedenti di flop, come ad esempio MySpace e Netlog, che dopo aver aperto le porte alla ristrutturazione privata della pagina personale, sono finiti nell’ospizio dei vecchi social. Non sappiamo se le cause siano dovute ai glitter degli sfondi o alle differenze di grandezza e di carattere delle parole, ma di fatto queste piattaforme hanno subito un forte declino. Che MySpace e Netlog siano andati in disfatta proprio a causa dell’avvento di Facebook? Il rischio, per social come questi è che, dopo la registrazione, che consente di personalizzare il profilo o la pagina personale alla stregua di un vero e proprio sito a dominio a sé stante, diventino esclusivamente l’homepage che si apre per effettuare il login. Facebook, invece, mantenendo procedure, caratteristiche e funzioni standard comuni a tutti gli utenti, crea una sorta di continuità.

Certo, è vero, col diffondersi dei social media settoriali come Tumblr, Flickr, Forsquare e applicazioni di ogni genere, Facebook ha indubbiamente perso parte di visibilità, in quanto, per la pubblicazione di argomenti o contenuti settoriali, esistono ormai della piattaforme che meglio si adattano alle esigenze degli utenti. Ma non è tuttavia così consistente quanto si immagini. Personalmente, non ho mai visto i social più famigerati come concorrenti ma piuttosto come interconnessi e collaborativi. Le nostre foto più belle o le canzoni preferite, gli articoli che leggiamo e i pensieri che vogliamo trasmettere, i luoghi in cui ci proviamo, li condividiamo nella piattaforma di interesse, ma diciamoci la verità: “Poi lo condivido su Facebook”. Questo è quello che ho tratto dalla mia esperienza e dall’uso che la mia cerchia di amici ne fa. Facebook, grazie alla sua struttura articolata, atta a sostenere variegati contenuti, è sia un punto di partenza che di arrivo. Inoltre, anche la maggior parte delle aziende che usano social network mirati, hanno comunque una pagina o un gruppo Facebook. Qualunque attività lavorativa, evento e/o associazione che nasce in altre piattaforme, non è completa e interamente raggiungibile se non è presente anche sottoforma di “gruppo” o “pagina” su Facebook, mezzo di comunicazione ormai indispensabile.

In un altro post abbiamo parlato di come Facebook abbia iniziato ad usare gli #hashtag tipici di Twitter, apportando un importante solco in termini di visualizzazione.

Facebook dunque persiste ancora e rimane “il telefono di casa” anche per coloro che abbiano e utilizzino il cellulare; una sicurezza da cui passa quasi tutto. Sarà anche vecchio, ma è un ottimo canale di integrazione e interazione tra i giovani.

Photo by Pejman Parvandi

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...