Gender divide nelle ICT: la soluzione è agire

European Parliament

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di Elena Serafini

Le nuove tecnologie stanno trasformando il mondo a una velocità incredibile, e questo cambiamneto richiede sempre di più abili lavoratori, disponibili nel campo delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, meglio conosciute in ambito internazionale come ICT (Information and Communication Technology). Tutto ciò, dunque, si presenta come un’incredibile opportunità che le donne dovrebbero a tutti i costi afferrare, dal momento che, anche in questo settore, il genere femminile risulta in minoranza.

Dopo aver parlato nello scorso post del  difficile binomio che intercorre tra le donne e il campo della scienza e della tecnologia, presenterò una serie di iniziative che sono state avviate per dare una risposta concreta al fenomeno del gender divide. Questa tematica, infatti, ha motivato la nascita di numerose iniziative, sia a livello europeo, sia a livello internazionale, che hanno coinvolto tutti i settori della società, dalle scuole e università alle aziende e ai governi, con l’intento di affermare la sfida dell’equilibrio di genere e incrementare la presenza femminile nel campo delle ICT.

Un esempio a livello europeo è l’iniziativa DigitalMuse.org, promossa da Zen Digital Europe, associazione che ha lo scopo di colmare il gender gap e il digital divide, promuovendo l’innovazione e l’inclusione per realizzare gli obiettivi dell’Agenda Digitale europea. Il progetto consiste in una rete di collaborazione globale che organizza eventi con lo scopo di stimolare l’interesse delle ragazze nei confronti della scienza e della tecnologia, dell’ingegneria e della matematica ed aumentare le loro competenze digitali attraverso la musica, il design, i video games, i software, la televisione e la produzione di film. Durante gli eventi le ragazze interagiscono direttamente, in modo da apprendere abilità pratiche, utili anche nella vita di tutti i giorni, e testimoniando la propria esperienza attraverso l’uso dei media digitali e di intrattenimento.

Un altro progetto innovativo è genSET-gender in science che ha lo scopo di valorizzare le eccellenze nel campo della scienza in Europa attraverso l’inclusione della problematica del divario di genere. Questa iniziativa sostiene il dialogo tra i leader, le istituzioni scientifiche e i decision-makers in modo da rendere pratiche ed effettive le strategie di riduzione del gender divide.
Per quanto riguarda, invece, le organizzazioni non-profit si ricorda ECWT-European Centre for Women and Technology, costituita da numerosi esperti nel settore della tecnologia che lavorano insieme per cercare di sviluppare progetti e iniziative in grado di incrementare il numero di donne nel campo della tecnologia e dell’informatica.

Tra le varie iniziative, bisogna attribuire un’attenzione speciale al progetto dell’Informatics Europe, un’associazione che vuole incoraggiare la qualità della ricerca e l’insegnamento nel campo dell’informatica e che ha creato il gruppo di lavoro “Women in Informatics Research and Education“, il cui intento è di partecipare attivamente e di promuovere azioni che migliorino l’equilibrio di genere nelle ICT. Il primo risultato concreto del gruppo di lavoro è stata la pubblicazione del libretto More Women in Informatics Research and Education. Questo opuscolo contiene consigli utili e chiari per i presidi e i capi dipartimento che vogliono aumentare la partecipazione delle donne in qualità di studentesse e impiegate nelle loro istituzioni. La maggior parte dei suggermenti, inoltre, sono rivolti a coloro che hanno già adottato azioni concrete per attirare più donne nei loro dipartimenti e sono, quindi, volti ad assicurare una partecipazione femminile continuativa.

Per quanto riguarda il reclutamento tra le giovani studentesse, si suggerisce di  i nutilizzareumerosi canali digitali per la promozione degli eventi e per la presentazione delle testimonianze di donne che hanno avuto successo nel campo delle ICT. Un’altra strategia suggerita è quella di offrire borse di studio e master nell’ambito dell’informatica che riguardino i temi più popolari tra il genere femmininile come, ad esempio, il design, la comunicazione, il lifestyle, le scienze sociali.
Per attirare più donne bisogna anche avviare politiche di assistenza in modo da agevolare il rapporto famiglia-lavoro, consentendo così alle donne di ambire ad avere sia una carriera che una famiglia. Per fare ciò è necessario impostare un orario flessibile, dare supporto alle donne con figli piccoli, ad esempio durante i viaggi di lavoro, e creare una rete di donne all’interno della stessa organizzazione, per sostenere qualunque esigenza.

Questo libretto è sostenuto dalla Commissione Europea e presenta la prefazione di Neelie Kroes, commissario europeo per l’Agenda Digitale. Secondo la Kroes, per coinvolgere le donne nel campo delle tecnologie è necessario innescare una sorta di circolo virtuoso: più le donne si rendono conto di cosa le ICT possono fare per loro, ad esempio nella formazione o come aiuto in diversi ambiti sia domestici che lavorativi, più vorranno essere coinvolte. Bisogna, quindi, rendere il settore più attraente agli occhi delle donne e promuovere programmi educativi in grado di incentivare percorsi professionali chiari e lineari.

Queste iniziative, dunque, dimostrano quanto la tematica del gender divide stia interessando tutti i livelli della società e soprattutto sono la testimonianza di come questa problematica venga affrontata in modo concreto, stimolando non solo la riflessione, ma invitando anche ad agire per ottenere riscontri pratici e utili.

Dal momento che il mondo digitale è aperto a tutti, la tecnologia non dovrebbe essere confinata esclusivamente al genere maschile. Noi viviamo in un mondo sempre più digitale, perciò prima si agirà in modo concreto per emarginare il problema, prima il gender divide diventerà solo un ricordo.

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