Personal branding: quanto conta la propria immagine on-line?

credits by Ryan Rancatore


di Marco Pontillo

Il personal branding on-line, ossia la capacità di promuovere se stessi sul web, sta acquistando sempre maggiore importanza, soprattutto per coloro i quali si preparano ad entrare nel mondo del lavoro. Ecco cosa bisogna sapere per curare i propri profili social in modo da  non commettere errori.

Ciascuno di noi è presente sul web in un modo o nell’altro, ad esempio attraverso un blog, un sito, o semplicemente il suo profilo su un social network. Spesso utilizziamo tutte queste piattaforme digitali come una sorta di diario della nostra vita: ci mettiamo in contatto con amici e conoscenti, condividiamo con loro parte delle nostre esperienze, esprimiamo le nostre idee e le nostre passioni. Certamente questa è una realtà importante da vivere, ma dobbiamo stare sempre attenti a non andare oltre nei contenuti che pubblichiamo nel web poiché  un giorno può risultare decisivo per la nostra carriera lavorativa.

Oggi la prima impressione su di noi deriva da quello che dicono i motori di ricerca ed in molti casi, senza saperlo, la nostra web reputation ci precede e  diventa il vero motivo per cui un datore di lavoro sceglie noi invece di un altro. Infatti sempre più aziende cercano personale sfruttando le risorse della rete e, secondo uno studio di Jobvite:

  • il 94% delle aziende utilizza (soprattutto negli Stati Uniti) o intende utilizzare nell’immediato futuro, i social media come canale di ricerca e selezione dei candidati;
  • il 78% ha già assunto nuovo personale individuato sui canali social;
  • il 42% delle aziende Statunitensi dichiara addirittura di avere riconsiderato un candidato (in positivo o in negativo) dopo averne visto i post o tweet.

Questa pratica è diventata ormai comune per le aziende che intendono trovare il candidato ideale nel minor tempo possibile, stesso discorso vale per gli aspiranti candidati che valutano e studiano, attraverso le numerose piattaforme online, le aziende a cui intendono proporsi.

Quindi i social media sono il luogo ideale per sviluppare il nostro personal branding. Ma cosa cercano le aziende e quali canali utilizzano? Ognuno di questi è utilizzato per uno scopo specifico:

  1. LinkedIn, che permette la costruzione di rapporti con un pubblico di nicchia o comunque con interessi specifici, il canale ideale per mettere in mostra le proprie competenze ed esperienze professionali, è utilizzato per cercare, selezionare e contattare candidati e per pubblicare gli annunci di lavoro;
  2. Facebook, il più diffuso tra gli internauti (i giovani tra i 14-29 anni in Italia iscritti ad esso sono quasi l’80% secondo il 10° Rapporto Censis sulla comunicazione del 2012), il cui pubblico non ha uno specifico interesse tematico, e vi è un approccio di “massa”. Le aziende controllano i profili culturali dei candidati prima e dopo i colloqui, la presenza o assenza di post relativi al settore di lavoro in questione, e la corrispondenza dei dati di esperienza professionale con quelli riportati su LinkedIn;
  3. Twitter, Google Plus e Youtube vengono adoperati in misura minore rispetto ai due precedenti, ma  possono costituire un interessante punto di incontro tra datore di lavoro e candidato e servire per ampliare la conoscenza personale e a comprendere maggiormente le professionalità di quest’ultimo.

flickr – stefano principato

La nostra identità digitale è quindi il nostro biglietto da visita on-line, ed è molto importante saperla gestire bene e proteggerla, quindi fare un uso attento dei social media. Proposti di seguito ci sono alcuni errori da evitare nella propria promozione on-line:

  • Far finta di essere qualcuno che non si è;
  • Promettere qualcosa che non si può mantenere;
  • Utilizzare un approccio esclusivamente “commerciale”;
  • Essere noiosi e ripetitivi;
  • Volere tutto e subito;
  • Promuoversi ovunque senza differenziarsi;
  • Postare sui propri profili social contenuti che potrebbero in qualche modo risultare negativi per la nostra immagine.

I punti fondamentali per curare il proprio Personal Brand sono due: il primo è che bisogna costruire sul web un brand personale coerente, nel quale cioè i contenuti e le informazioni distribuiti sui diversi canali corrispondano; il secondo è che ogni singolo post, tweet, foto o link contribuisce a costruire il brand personale di ciascuno e che probabilmente sarà visto e valutato da un eventuale, futuro datore di lavoro. Anche se non tutte le aziende, soprattutto in Italia, assumono personale attraverso i social media, la maggior parte controlla comunque i profili social dei candidati individuati. La vignetta sotto è esplicativa dell’importanza nella cura dei contenuti da pubblicare sul web.

Concludendo grazie alle buone pratiche di personal branding raccontiamo la nostra storia e rendiamo la nostra immagine sul web forte, trasparente ed efficace e questo è possibile grazie alla nostra intelligenza, le nostre passioni e le nostre abilità e competenze. Come ci ricorda Tommaso Sorchiotti, esperto di Personal Branding

“Il personal branding è la prima startup di cui ognuno dovrebbe occuparsi.”

Infine un video di come qualche “foto fuori luogo” su Facebook possa incidere su un colloquio di lavoro.

E voi avete mai pensato al vostro personal branding? Avete altri consigli utili da condividere con noi?

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