Google a Hollywood con “The Internship”: dove finisce il cinema ed inizia la pubblicità?

di Michela Gallo

Dopo aver rivoluzionato il mondo delle interazioni, i più grandi attori tra le nuove tecnologie hanno sfondato anche le porte del cinema diventando protagonisti e, talvolta, finanziatori dei progetti stessi. È questo il caso del film The Internship (titolo italiano, Gli stagisti), che tramite una semplice e simpatica trama offre al pubblico la possibilità di dare una sbirciatina alla sede di Google“la migliore azienda al mondo in cui lavorare”.

The Internship, regia di Shawn Levy, esce nelle sale statunitensi il 7 giugno 2013 e arriva in Italia un paio di mesi dopo. I principali interpreti sono il duo comico di Due single a nozze (2005), Vincent Vaughn e Owen Wilson: per chi se lo ricordasse, questo fa già intuire quale sia lo stile umoristico della commedia.

I protagonisti, due venditori di orologi over 40 rimasti disoccupati, cercando sconfortati lavoro su Google, “googlano” proprio “Google”e trovano un’offerta di stage finalizzata ad un’eventuale assunzione presso l’azienda. Partono così alla volta della sede principale di Google: il Googleplex a Mountain View, in California.

Ben lungi dal voler “spoilerare” il film a chi non avesse ancora avuto l’occasione di vederlo, per quanto riguarda la trama rimando alla scheda di Mymovies, soprattutto per chi fosse interessato a passare un paio di ore in compagnia di una visione leggera.

Punti focali di nostro interesse sono, invece, l’ambientazione e il messaggio autoreferenziale che viene trasmesso. Google apre le porte alle telecamere di Hollywood per mostrarsi al mondo per com’è, o come vuol far credere di essere, stando in equilibrio sull’esile limite tra semplice ambientazione cinematografica e forte messaggio pubblicitario. Sceglie, quindi, di sospendere momentaneamente una parte del segreto aziendale per mezzo di una pellicola che se fosse privata del proprio contesto, sarebbe simile a molti altri film comici.

Foto by Yu Yang

In molte scene de Gli stagisti le vicende degli interpreti danno l’impressione di essere per la maggior parte dei pretesti per far scivolare l’occhio su tutto ciò che Google è, dalla struttura fisica dell’azienda comprensiva di aree relax, impianti sportivi, uffici attrezzatissimi e mense gratuite, al modo di agire dei dipendenti liberi di esprimersi, al clima di lavoro invidiabile, all’evidenziare il fatto che chiunque, se meritevole, indipendentemente dal suo curriculum o dal suo stato sociale o perché no – dato che è uno dei tratti caratterizzanti dei protagonisti – , dall’età, può avere in sé la Googliness.

Google a Hollywood con "The Internship": dove finisce il cinema ed inizia la pubblicità?

Ma dove finisce il cinema ed inizia la pubblicità?

Ci si era posti la stessa domanda nel 2010, all’uscita del film The Social Network, diretto da David Fincher, che narra le vicende complicate dei primi anni di vita di Facebook, con protagonista un Mark Zuckerberg agli esordi intramezzato da scene inerenti al “Facebook affair”. È questa la prima pellicola ad avere come protagonista una potentissima società di social networking, ancora esistente e fiorente, completa di nomi, cognomi e vicende “tratte da una storia vera”. E più che recente, attuale.

In questo caso però la produzione del film non è strettamente- se non per nulla-  legata allo staff di Facebook, tanto che lo stesso Zuckerberg ha criticato qualche inesattezza nella trama. Proprio lo sceneggiatore Aaron Sorking, inoltre, ha dichiarato che “quello che l’ha attratto del progetto del film, non avesse nulla a che vedere con Facebook“. Sarebbe interessante, dunque, capire come il film abbia influenzato la nomea di Facebook tra gli utenti, non essendo una pubblicità apparentemente intenzionale. A differenza di The Internship, che vede addirittura apparire nel cast Sergey Brin, uno dei due proprietari di Google. Senza dimenticare, ovviamente, il finanziamento da 60 milioni di dollari.

Per dovizia di particolari, ci tengo a precisare che il film The Social Network di per sé ha ricevuto ottimi apprezzamenti dalla critica americana, al livello di riconoscimenti in diverse categorie Premio Oscar e Golden Globe.

Per The Internship le critiche sono state più aspre: il film è facile da considerare semplicemente una versione integrale di uno spot per Google.

Un film snaturato, insomma, ma per quanto si possa essere infastiditi e, per alcuni, addirittura inquietati dai fini pubblicitari, al di là delle “sviolinature”, si deve ammettere che il tour virtuale all’interno del Googleplex è alquanto suggestivo.

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