Ask.fm: il pericolo diventa social?

di Alessio Gaccione

L’argomento è scottante e in Italia se ne parla davvero troppo poco. Mi riferisco al cyberbullismo veicolato attraverso i social network. Se pensate, così come lo pensavo io, che gli attuali adolescenti mondiali usino soprattutto Facebook vi sbagliate. Avete mai sentito parlare di Ask.fm?

Ask.fm è un social network di tipo Q&A (question & answer), molto in voga fra gli adolescenti. Nasce nel 2010 a Riga, capitale della Lettonia, partorito dalle menti dei due fratelli russi Ilya e Mark Terebin. In realtà il suo successo è abbastanza recente ed è dovuto alla relativa app per samrtphone che ne ha diffuso l’uso.

Per fare dei paragoni, Ask.fm appartiene alla categoria di Quora ma è molto più simile all’americano Spring.me. Le caratteristiche su cui si fonda sono le domande a cui seguono delle risposte. E se a voi può sembrare semplice, quasi banale, addirittura noioso, lo stesso non diranno gli oltre 70 milioni di utenti che lo usano abitualmente.

Esaminando a fondo il social si scopre che è possibile registrarsi compilando un semplice modulo base in cui si dichiara di avere più di 13 anni, oppure ci si può loggare usando il proprio profilo Facebook, Twitter o VK.com, quest’ultimo molto diffuso soprattutto nei paesi dell’est Europa. Dopo la registrazione ci si sottopone ad una vera e propria intervista collettiva in cui tutti possono fare domande. Per ogni risposta postata gli utenti possono mettere dei “like”. Più “mi piace” si accumulano, controllando il contatore in alto a destra della propria home page (accanto a quello delle risposte fornite), più si piace agli altri; (per quanto questo possa davvero essere importante).

Ma il problema nasce proprio sull’opportunità concessa a tutti di effettuare le domande. Infatti non solo possono gli iscritti al social, ma possono anche coloro che non sono iscritti e che quindi restano nel più assoluto anonimato. Fate una prova: cliccate su uno qualsiasi degli utenti che appaiono nella schermata principale di Ask.fm e ponete una domanda.

Se è vero che tutti i social network forniscono comunque l’opportunità di praticare della persecuzione virtuale, è ancor più vero che questo social ne fornisce una maggiore probabilità. Il cocktail può divenire davvero pericoloso. Basta mescolare: adolescenti, anonimato e social media.

Ask.fm-discussione

Se pensate che io stia esagerando, che i pericoli sono ovunque, che: “eccone un altro che ce la mena coi pericoli della rete”, forse avete ragione. Ma forse invece sottovalutate la portata del fenomeno.

Vi elenco solo 2 casi, solo 2 dei più facili da trovare in rete.

  1. Settembre 2013, quasi 200 adolescenti si danno appuntamento ai giardini margherita a Bologna per trasformare gli insulti virtuali in botte reali;
  2. Agosto 2013, Hannah Smith, ragazza inglese di 14 anni  si toglie la vita impiccandosi a causa degli insulti ricevuti sul web;

Entrambi i casi hanno quale comune denominatore Ask.fm.

A questo proposito inserisco questo articolo che contiene 5 semplici consigli per l’uso di Ask.fm di Marina Jonna.

E se anche David Cameron si è interessato alla questione schierandosi contro il social network, forse è il caso che se ne interessino maggiormente anche i genitori o i fratelli/sorelle maggiori degli adolescenti che hanno accesso ad internet.

Scrivo solo forse. Ma io uno sguardo alle domande ricevute ed alle risposte fornite da vostra/o figlia/o (o fratello/sorella minore) lo darei.

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7 thoughts on “Ask.fm: il pericolo diventa social?

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  5. Concordo su tutto quello che hai detto sulla miscela “adolescenti, anonimato e social media” ma a parer mio i genitori non sono più in grado di controllare l’attività sul web e sul cellulare dei ragazzini dai 13 anni in su! Infatti bisogna trovare una soluzione e mettere al corrente questi adolescenti del pericolo che corrono! E attuare norme o leggi che vietino l’iscrizione a questi social ai minori d 18 anni! so che qualche norma esiste già ma non è abbastanza!

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