Crowdfunding civico: un esempio bolognese

piccolo_LogoSUalNORDdi Valentina Gasperini

Anche il mondo della Pubblica Amministrazione italiana si sta accorgendo delle potenzialità del crowdfunding per finanziare progetti inerenti il territorio e i suoi cittadini. Francia, Germania e Stati Uniti hanno già sperimentato ampiamente e non siamo certo noi i primi: il settore pubblico del Belpaese si sta giusto affacciando al mondo del crowdfunding civico. Alla base di questa attività di fundraising ci sono due principi: che il promotore sia un Ente pubblico e che l’obiettivo del progetto sia quello di migliorare la qualità della vita dei cittadini, anche coinvolgendoli in iniziative. Ciò viene fatto, ad esempio, fornendo un nuovo servizio, migliorando l’offerta del territorio o proponendo rassegne, appuntamenti, incontri pubblici. La volontà del settore pubblico è dunque quella di riallacciare i legami con i cittadini per creare insieme attività da condividere.

La critica che spesso ho sentito rivolgere al crowdfunding civico è la seguente: perché un cittadino, le cui tasse già vengono impiegate per la “cosa pubblica”, dovrebbe donare ulteriore denaro alla propria amministrazione? Perché gli Enti locali hanno scarsità di fondi. Pertanto il crowdfunding civico si pone come una maniera diretta, tracciabile, quanto più trasparente possibile per realizzare piccoli grandi progetti. Inoltre, caratteristica propria di questa attività, i progetti subiscono un processo di validazione necessario e inevitabile: solo quelli che convincono, che piacciono, che vengono ritenuti utili ricevono le donazioni quindi vengono realizzati.

Nel territorio bolognese è Casalecchio di Reno, in una particolare liaison con Napoli, a proporre una campagna di crowdfunding civico inerente il teatro, la lotta alle mafie e l’educazione alla legalità. L’Istituzione Casalecchio delle Culture, Caracò Editore (che mette a disposizione le ricompense senza guadagnarci alcunché) e Nuovo Teatro Sanità sono i soggetti promotori e l’obiettivo della raccolta fondi è far debuttare alcuni giovanissimi attori a teatro. L’ambito palco è niente meno che quello di Politicamente Scorretto, rassegna culturale ideata da Carlo Lucarelli, che ogni anno raccoglie a Casalecchio i volti protagonisti della lotta alle mafie. La campagna si chiama “Su al nord: giovani in scena contro le mafie” (trovi il progetto, le voci di spesa, le ricompense…) e lo spettacolo che i ragazzi vogliono proporre è intitolato “La giusta parte: testimoni e storie dell’antimafia”. I ragazzi provengono da uno dei quartieri più popolari e problematici di Napoli, il Rione Sanità, e i coraggiosi personaggi che interpretano sono un esempio di orgoglio, dignità e volontà di contrastare le mafie.

La campagna è ospitata dalla piattaforma partenopea DeRev. Per la promozione è stato ideato un hashtag: #SuAlNord ed è inoltre attivo un blog. Infine è stato coinvolto un testimonial d’eccezione: Giovanni Tizian, giovane giornalista dell’Espresso sotto scorta per le sue inchieste sulle infiltrazioni mafiose nel Nord Italia. Qui la prima video intervista realizzata per supportare la campagna.

Il crowdfunding civico è un’opportunità che, in tempo di penuria pecuniaria, le amministrazioni pubbliche possono cogliere per avvicinarsi ai cittadini e per dare nuovo valore al territorio.
Per chi volesse approfondire il tema del crowdfunding civico ecco una breve bibliografia utile:
Il (civic) crowdfunding in Italia. Piattaforme, casi ed elementi per la progettazione di una campagna. Di Valentina Gasperini
Il crowdfunding civico: una proposta. Di Alessio Barollo e Daniela Castrataro
Civic Crowdfunding and community assets. Di Rodrigo Davies

Buona lettura!

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