A cena con lo smartphone? Sei un “phubber”!

Phubbing moment - By Jlenia Lasaracina Attribution License Some rights reserved

Phubbing moment – By Jlenia Lasaracina Attribution License Some rights reserved

di Angela Fauzzi

È virale il cortometraggio che riprende la dipendenza da smartphone. I forgot my phone è il titolo del cortometraggio realizzato da Charlene deGuzman e che in soli venti giorni ha raggiunto più di 14 milioni di visualizzazioni. 

Il video non esaspera la realtà ma la ritrae così com’è. Lo smartphone è diventato un oggetto indispensabile della quotidianità in qualsiasi momento o luogo. Non si può far a meno di testimoniare con immagini o video la nostra vita: l’attesa di un concerto, il compleanno della nonna, l’allagamento delle strade causato dalla pioggia, la passeggiata col cane, il viaggio in treno, i piedi sulla sabbia.

Il cortometraggio non ha fatto altro che immortalare i risultati di tale dipendenza: singoli riuniti attorno a un tavolo intenti a comunicare con il mondo virtuale ignorando la fisicità del momento.

Si parla di “phubbing”, una parola di recente coniazione che fa riferimento all’atto di ignorare gli altri perché presi dal proprio smartphone e dalle sue applicazioni.

A tal proposito un ventitreenne di Melbourne, Alex Haigh, ha ideato una campagna contro il phubbing definendolo   “the act of snubbing someone in a social setting by looking at your phone instead of paying attention”.

Sul sito stopphubbing.com si chiede di esprimere un’opinione sul phubbing e con 19.511 voti l’87% si dice contrario. Nella “hall of shame” del phubbing -la bacheca della vergogna- vengono condivise le foto dei “phubbers” intenti a fotografarsi con i loro cellulari o immortalati nel loro isolamento.

Il sito offre la possibilità di firmare petizioni e scaricare delle divertenti locandine da presentare in locali, ristoranti, luoghi pubblici invitando la gente a non utilizzare gli smartphone ma piuttosto “a rispettare il cibo, la musica e la compagnia con cui si è”.

Anti Pubbhing Poster - by stoppubbhing.com

Anti Pubbhing Poster – by stoppubbhing.com

La campagna considera il fenomeno del phubbing “la fine della civiltà” e tenta di ricivilizzarla.

Lo smartphone sembra essere diventato uno strumento invadente che l’individuo fa fatica a gestire senza esagerare: il bisogno di condividere, avere risposte immediate e comunicare 24 ore su 24 è un’abitudine dalla quale non è facile uscirne. In possesso di uno smartphone è difficile negare di essere un po’ “phubbers”.

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