Idea Ginger, crowdfunding per l’Emilia Romagna – Intervista

immagine ginger

Immagine dal sito www.ideaginger.it

Idea Ginger è la nuova piattaforma di crowdfunding territoriale per l’Emilia Romagna. Nata dall’ingegno di cinque ragazze, laureate presso l’Università di Bologna, la piattaforma è stata lanciata il 18 giugno. Abbiamo incontrato Martina Lodi e Nicole Maffi, entrambe project managers, durante il loro workshop tenuto venerdì 21 durante il festival perAspera.

Idea Ginger…che cos’è?

Nicole: Ginger sta per Gestione Idee Nuove e Geniali Emilia Romagna. Noi siamo una piattaforma di crowdfunding territoriale quindi o il progettista è domiciliato in Emilia Romagna oppure il progetto ha una ricaduta regionale. Questa specificità è nata dall’esigenza di differenziarci dalle altre piattaforme ma soprattutto dal fatto che noi vogliamo lavorare con i progettisti del territorio. Per incontrarne di nuovi stiamo facendo il Ginger Tour, che sta attraversando diverse città della regione come Piacenza, Ferrara, Massa Lombarda per raccontare il crowdfunding e l’offerta della nostra piattaforma.

Martina: Il crowdfunding è una realtà che esiste e si espande e Idea Ginger è un progetto innovativo. Noi infatti seguiamo i progettisti sia per quanto riguarda la campagna online che per tutte quelle attività offline come interagire col nostro network, realizzare eventi per sensibilizzare i sostenitori…e incontrare la nostra community, che fa del legame con il territorio un punto di forza. Ci differenziamo anche per il metodo di affiliazione: non chiediamo una percentuale ai promotori ma c’è una quota iniziale (100€, NdA).

Il team di Idea Ginger si compone di cinque ragazze, le “Gingerine”, potete presentarcele?

Martina: Siamo tutte laureate al corso magistrale in “Innovation and Organization of Culture and the Arts” (altresì detto “GIOCA”) dell’Università di Bologna e siamo dunque tutte manager culturali. Io sono project manager, laureata in primis in Scienze Politiche. Mi sono a lungo occupata dello studio delle associazioni culturali e al momento mi occupo del Piano Strategico Metropolitano per la città di Bologna.Virginia Carolfi, mente partoriente di Idea Ginger nella sua forma embrionale, è la nostra community manager. Laureata in lingue, lavora anche per IncrediBol (solo da quest’anno. Non era coinvolta quando Idea Ginger ha vinto il bando, NdA), ha partecipato alla staffetta del nostro evento Communi.ACTION. Caterina Coretti, formazione legata al Dams Musica, è la communication manager del gruppo e lavora per l’Accademica Filarmonica di Bologna.

Nicole: Io sono project manager e ho un background formativo inerente l’arte contemporanea. Lavoro presso una galleria privata di Bologna ma per Idea Ginger seguo principalmente i progetti legati alle arti visive e performative. Un’altra Gingerina è Agnese Agrizzi, project manager e antropologa specializzata nel fund raising, attività contingente al crowdfunding.

Qual è la vostra visione del crowdfunding?

Nicole: Per noi rappresenta una sfida. Abbiamo studiato le altre piattaforme, abbiamo lavorato sulle loro debolezze per proporre qualcosa di migliore che avesse delle ricadute positive sul nostro territorio. Vogliamo far crescere le idee attraverso il CF: ciò è possibile anche qui in Italia e perché no, anche in Emilia Romagna, regione dalla forte tradizione di cooperazione.

Martina: Come piattaforma vogliamo riuscire a far emergere tutte quelle idee e realtà che, soprattutto adesso che siamo in un momento di crisi in cui occorre reinventarsi, hanno bisogno di sostegno. Noi proponiamo un luogo in cui le idee geniali possono trovare sostenitori per la loro realizzazione.

Ci raccontate il vostro Ginger Tour?

Martina: Viaggiamo per le principali città della nostra regione per proporre dei workshop che sensibilizzino sul tema crowdfunding e per ascoltare le voci di nuovi progettisti. La formula del workshop ci permette di fare insieme a loro una prova di realizzazione di campagna CF.

Infine, cosa vi sentite di dire agli studenti e appassionati di comunicazione, fedeli lettori del nostro blog?

Nicole: Che il crowdfunding non è solo raccolta fondi ma è anche marketing. Se ci pensi, mentre diffondi la campagna comunichi il tuo evento, abbattendo i costi del marketing e raccogliendo allo stesso tempo delle donazioni. Ti faccio un esempio: nel mondo dei film lo stesso budget che si spende per la produzione si spende per il marketing! Con il CF si fa conoscere sé stessi e la propria idea mentre si raccolgono i fondi per realizzarla. Fondamentale però capire che il CF può essere facile ma il progettista deve impegnarsi tantissimo: non è pensabile caricare il progetto sulla piattaforma e poi pensare che raggiunga il successo da solo. La piattaforma cresce insieme ai progetti ed essi crescono insieme alla piattaforma ma in primis occorre che il progettista coinvolga la propria community: è il primo passo essenziale.

Martina: Inoltre il successo della propria campagna può essere raggiunto attivando strumenti collaterali a quello del CF, come il viral marketing. Le attività di comunicazione non convenzionali possono essere funzionali alla raccolta fondi.

Per chi volesse approfondire rimandiamo alla lettura di un nostro precedente post.

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