Kyubo: rompicapo e azione nel mercato delle App-game

Kyubo

di Rossella Presenza

Due giovani amici accomunati da un’unica passione:

Marco Rapino, ex cervello in fuga, lavorava in Finlandia alla Rovio Entertainment dove ha collaborato come programmatore responsabile ad Angry Birds, torna nel paesino d’origine, Lanciano (in provincia di Chieti). Di fronte ad una tazza di thè, inizia a buttare giù idee per la realizzazione di un gioco, mentre l’amico, Sandro Mendozzi, cerca di abbozzare un burattino di cartone che diventerà il personaggio principale (come rivela nell’ intervista di Piergiorgio Di Rocco).

Abbiamo provato anche noi di Placevent a comprendere come in un periodo di crisi occupazionale, due giovani “nerd di paese” riescano, grazie alla tecnologia e al genio creativo, ad ideare e realizzare un progetto che sarà condiviso da moltissimi utenti in tutto il mondo. Di seguito l’intervista a Marco:

1- Come è nata l’idea di Kyubo, perché questo nome?

Kyubo è nato in un ordinario sabato pomeriggio di ottobre a casa mia, parlando con Sandro, tra un thè e una sigaretta, dei miei progetti futuri. Cercavo qualcuno bravo e fidato che potesse accompagnarmi nella mia avventura e quel pomeriggio mi sono reso conto che era proprio lì davanti a me.
Sia io che Sandro siamo grandi amanti dei platform e dei puzzle game. Kyubo è un connubio di entrambi, condito con uno stile grafico un po’ retro e una storia intricata di questo personaggio, che si è ritrovato intrappolato nei sotterranei di una torre, senza ricordare assolutamente nulla.
Kyubo è un gioco che combina l’azione con i rompicapo. Per completare tutti i livelli il giocatore deve non solo saltare e correre col tempismo giusto, ma anche pensare accuratamente a come muovere i cubi per disattivare trappole, attivare congegni, accedere a posti irraggiungibili e infine raggiungere la porta di uscita che lo porterà alla stanza successiva. Soltanto usando il potere degli spiriti il minimo indispensabile potrà ottenere la corona situata all’uscita della stanza.

2- A quale target fate riferimento?

Dagli 8-10 ai 40-50 anni. Tutti quei giocatori che vogliono cimentarsi con la velocità della propria mente e delle proprie mani.

3- Qual è la vostra mission, il vostro obiettivo finale?

Come Chestnut Games vogliamo imporci sul mercato come un’azienda che osa e sperimenta, ma sempre con grande umiltà. Vogliamo cercare di dare un tocco di novità ad un mercato che al giorno d’oggi è sempre più saturo di cloni e giochi visti e rivisti. C’è bisogno di qualcosa di nuovo e noi puntiamo a cercarlo in quei pochi spazi lasciati da un mercato, quello dei giochi per smartphone, che è davvero saturo al momento.

4- Cosa c’è di innovativo nel vostro prodotto? vi definite una start up?

L’innovazione principale è in come siamo riusciti a combinare due generi esistenti, il platform e il puzzle, in un prodotto nuovo ed originale. Kyubo è il primo gioco nel suo genere, non esistono altri videogame che hanno le stesse meccaniche. Sicuramente sì, siamo una start-up giovanissima, ma credo anche con molto potenziale.

5- L’emergente mercato delle applicazioni ha un elevato grado di competitività, come pensate di distinguervi dai concorrenti in termini di valore aggiunto per il cliente?

Come dicevo prima, con l’innovazione. Cercare di investire su gameplay sperimentali ed alternativi che altri non hanno il coraggio o l’idea giusta per esplorare. Siamo sicuramente consapevoli che questo potrebbe essere rischioso in termini di vendite e visibilità, ma è quello che ci appassiona di più del nostro lavoro. Inoltre, in un periodo di grande competitività come questo, il rischio più grande è proprio quello di rimanere fermi senza cercare di trovare nuove strade per emergere dall’enorme massa di videogame esistenti.

Pur non essendo appassionata di e-game, sono notevolmente rimasta affascinata dalla storia di Marco e Sandro, quindi ho deciso di scaricare il gioco per la modica cifra di 0,89 euro. Ho così scoperto che nel ludico si cela una filosofia di vita che noi giovani dovremmo tener bene a mente: non arrendersi, risolvere il rompicapo e agire, usando corpo e mente!
Il personaggio di Kyubo siamo noi, dall’ aspetto molto Indie Rock e con grande voglia di evadere dalla noia che ci imprigiona quando il lavoro non ci nobilita.

Ragazzi, non arrendetevi, provate anche voi a passare al livello successivo, realizzate le vostre idee come Marco e Sandro!

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