Agenda digitale: per una Bologna sempre più smart

iperbole 2020di Valentina Gasperini

Con grande orgoglio, per il primo evento targato PlacEvent: CommUni.Action (che secondo i dati della vigilia farà registrare il tutto esaurito), siamo onorati di avere il patrocinio dell’ Agenda digitale del Comune di Bologna.
Il capoluogo emiliano sta diventando velocemente uno dei punti di riferimento, in tutta Europa, per quanto riguarda lo sviluppo delle tematiche che ruotano attorno al concetto di Agenda Digitale e oggi vogliamo fare luce su questo argomento.

Agenda digitale. Immagini di Moleskine coi tasti affiorano alla mente, ma le ricaccio, consapevole che quanto mi appresto a scrivere merita concentrazione e serietà.
Abbiamo già scritto di agenda digitale (il post più recente tratta appunto di agenda digitale e comunicazione della salute) ma forse è utile ricapitolare brevemente di cosa si tratta, prima di dedicarsi alla città di Bologna e al suo impegno nel diventare sempre più una smart city.

Quando si parla di “agenda digitale” ci si riferisce ad un’iniziativa presentata nel maggio 2010 dall’Unione Europea volta a implementare le tecnologie e i servizi inerenti il vasto mondo del digitale. I macro-obiettivi che essa si pone sono:
• Il mercato digitale unico
• Internet veloce e superveloce
• Interoperabilità e standard
• Fiducia e sicurezza informatica
• Ricerca e innovazione
• Alfabetizzazione informatica
• ICT per la società
In Italia l’ADI (Agenda Digitale Italiana) è stata istituita il primo marzo 2012 e si occupa di elaborare le strategie per realizzare gli obiettivi della UE, obiettivi che sono stati affiancati da altri, considerati peculiari del Bel Paese, che sono: identità digitale, pubblica amministrazione digitale e open data, istruzione digitale, sanità digitale, divario digitale, pagamenti elettronici e giustizia digitale.

La città di Bologna sta lavorando alacremente per diventare una città intelligente, una smart city coi fiocchi…e sono molte le iniziative proposte, soprattutto in tema di agenda digitale.
Nel gennaio 2012 la Giunta bolognese decide di dotarsi di un progetto di agenda digitale cittadino e lavora affinché tale progetto persegua gli obiettivi europei e sia, ambiziosamente ma coraggiosamente, coerente con il nascente concetto di e-democracy. La strategia bolognese punta ad assicurare l’accesso ad Internet (considerato un vero e proprio diritto del cittadino), a coinvolgere la cittadinanza con iniziative online e offline, a sviluppare un sistema di accesso ai dati resi “open”, a raggiungere l’innovazione tecnologica anche interagendo con le piccole e medio imprese, al fine di promuovere e sollecitare il city branding.
Tra gennaio e giungo 2012 sono stati raccolti i contenuti (poi vagliati da una commissione scientifica) di quello che è diventato il documento finale dell’agenda digitale bolognese.

Ma affrontiamo i fatti. Citiamo le iniziative di maggior rilievo.
E’ stato creato un sito nel quale vengono resi open i dati di Bologna.
E’ stato indetto un bando (finanziato per 100mila €) per attuare l’agenda digitale, che ha avuto successo sul territorio e che ha portato a raccogliere 111 progetti. Essi sono in fase di selezione da parte di una commissione che li esaminerà e porrà in una graduatoria secondo la quale verranno pianificate ed erogate diverse forme di sostegno.
E’ in fase di potenziamento la rete civica Iperbole, che punta al rinnovamento entro il 2020: con il progetto Iperbole 2020 il Comune di Bologna si impegna a coinvolgere la cittadinanza attraverso i social media (impegno coerente con gli obiettivi dell’agenda digitale made in EU).
E’ stata accolta la Smart City Exhibition, manifestazione sul tema delle strategie per le città intelligenti, che quest’anno giunge alla seconda edizione (keep in mind: 16-17-18 ottobre 2013).
Per non parlare inoltre della presenza, reale e continua, del Comune sui social networks, Twitter e Facebook in testa.

Insomma, la nostra città sta cambiando. E sta lavorando sodo per farlo!
Questo fa riflettere, soprattutto se si pensa che quanto studiato nel nostro corso di laurea (città intelligenti, comunicazione delle pubbliche amministrazioni e open data, city branding…) può sostanziarsi in progetti, collaborazioni, lavoro per la propria città, nativa o acquisita che sia.

Da ultimo, mi permetto di segnalare due siti utili per chi vuole approfondire il tema dell’agenda digitale: il primo è quello ufficiale di Iperbole 2020, il secondo è il blog di Matteo Lepore, Assessore del Comune di Bologna con delega, tra le altre, alle relazioni internazionali, al marketing urbano e all’agenda digitale.

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One thought on “Agenda digitale: per una Bologna sempre più smart

  1. Pingback: Una nuova fase per l’Agenda Digitale bolognese | #PlacEvent

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