Il giornalismo ai tempi dell’ Open Data

7651255714_b476e0a77e_bdi Gabriella Comparato

Di Data Journalism abbiamo parlato non molto tempo fa nel nostro blog.
Oggi la massiccia invasione di dati attraverso la creazione di numerose piattaforme open source non rappresenta soltanto una crescente partecipazione collettiva alle discussioni generate intorno a temi d’interesse globale -si pensi al fenomeno Wikileaks, o alle proteste post elettorali in Iran che hanno avuto un’eco fortissima in tutto il mondo grazie a Twitter – ma definisce anche una nuova possibilità di fare giornalismo di qualità. I dati, da soli, servono a poco. E’ compito dei giornali interpretarli e diffonderli. Il Data Journalism consiste proprio nell’analizzare, manipolare e rendere comprensibile il discorso che si cela dietro la montagna di dati che, senza un’ interpretazione adeguata, perderebbero di senso, o rischierebbero di passare inosservati nei meandri del web.

Il rigore giornalistico è dunque essenziale per far sì che le informazioni con cui siamo ogni giorno sommersi possano tradurre nel modo migliore la realtà, fornendone delle chiavi di lettura chiare e semplici ai lettori.
Piero Macrì, a tal proposito, individua nell’infografica uno strumento con il quale il giornalismo può trarre un valore aggiunto al proprio operato: “L’informazione grafica, o infografica, rivela e spiega quello che è nascosto, costruisce una rappresentazione visuale dell’informazione. E’ un metodo che consente di filtrare i dati e rappresentarli in modo tale da permettere al lettore di capire il significato di un’informazione in maniera più rapida e semplice. Elementi visuali come diagrammi e mappe aiutano la comprensione del contenuto di un testo e, in un giornale, può servire a spiegare il valore e la rilevanza delle informazioni di base.”

Il Data Journalism si sta evolvendo rapidamente, ed è sempre più alla ricerca di metodi efficaci per svolgere la propria missione. “Quali sono stati gli sviluppi chiave in campo tecnologico e i progetti principali, e quali le loro conseguenze per i giornalisti e le redazioni in Europa? A che punto è il data journalism oggi e dove è diretto?”
Questi alcuni dei quesiti su cui si dibatterà il 24 aprile al Festival Internazionale del Giornalismo a Perugia. Dal 24 al 28 aprile, il Festival ospiterà la School of Data Journalism, una rassegna di panel e workshop organizzata dallo European Journalism Centre e dalla Open Knowledge Foundation. Tra gli ospiti del Festival, il 24 aprile, ci sarà anche Aron Pilhofer, per discutere di Data Journalism.

Pilhofer sarà anche a Bologna, il 23 aprile, ospite di Communi.ACTION: smart community smarter business, evento organizzato da Placevent, il Laboratorio di Organizzazione eventi e placement del corso di Laurea Magistrale in Scienze della Comunicazione Pubblica e Sociale dell’Università di Bologna. Si parlerà di web, social media, comunicazione, con l’obiettivo di “individuare assieme processi ed esperienze virtuose che legano innovazione, informazione e nuove tecnologie.” Discuteremo, poi, col nostro ospite d’eccezione, di Data Journalism e di come e quanto stia cambiando la professione del giornalista, con i pro e i contro che ne conseguono, e i metodi per riuscire a far sì che il lavoro di chi opera nel settore venga riconosciuto.

Registrate la vostra partecipazione all’evento, rigorosamente gratuita, su Eventbrite, non potete mancare!

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