Spotted è in crescita

Fotografia di Daniel Y. Go

di Laura Brugnoli

Se si è conosciuta una persona interessante ma non si è preso un suo contatto, oppure se la persona interessante si è soltanto vista da lontano senza essersi fatti avanti, allora ci si può rivolgere a Spotted: come funziona esattamente? Il tutto è contenuto in una pagina Facebook chiamata Spotted più il nome di un ateneo, un liceo o un locale che ne limiti l’ambito.

Prenderò come riferimento la pagina Spotted: Università di Bologna, i creatori sono tre, hanno tra i 19 e 22 anni e dichiarano:  “Pur essendo di recente fondazione (23 gennaio 2013), solo nell’ultimo mese, la nostra pagina ha ricevuto più di 184.000 visite”.

  1. Per prima cosa si invia un messaggio privato a Spotted, dando una descrizione della persona misteriosa, o un particolare del suo abbigliamento, del modo di parlare, del luogo d’incontro, ad esempio: “Pasticceria Impero, ragazzo moro, giacca marrone, eri con due ragazze….. Io ero quella con il cappotto blu in piedi che ti fissava 🙂 se ci sei metti mi piace! ”;
  2. Spotted pubblicherà anonimamente la vostra richiesta sulla bacheca;
  3. i commenti di chi vorrà rispondere potranno condurre a buon fine la ricerca, oppure sarà la stessa persona interessata a riconoscersi nella descrizione e a rispondere, pubblicamente in bacheca o privatamente tramite Spotted. In questo caso un ragazzo rispose con un like.

I creatori della pagina raccontano d’essere venuti a conoscenza di questa abitudine tramite loro contatti all’estero. Il fenomeno Spotted nasce pochi anni fa a Londra e prende presto piede in Europa, in un primo momento solo nelle università, poi si allarga ai licei, ai locali ed in fine alle città intere.

La prima perplessità che sorge riguarda l’effettiva efficacia di questo metodo di “contatto” e Spotted: Università di Bologna ci racconta: “Sappiamo sicuramente di una coppia che si è formata, poi ci sono stati moltissimi Spotters che hanno tramite noi ottenuto un contatto o un appuntamento con la persona che avevano spottato, anche se poi non sappiamo se sia andata bene o male. Sta di fatto che di questi casi se ne verificano più di quanto esternamente traspaia, dato che il tutto avviene solitamente ‘dietro le quinte’.”

Non poche sono state le voci contrarie al fenomeno per via delle possibilità che l’ anonimato può offrire, in proposito il Liceo Linguistico Statale G. Falcone di Bergamo ha ritenuto necessario scrivere una circolare (128.Vigilanza fenomeno SPOTTED – Liceo Falcone) per far notare la presenza di contenuti offensivi e sollecitare la non pubblicazione delle scritte poco pertinenti.

Ponendosi il problema alcune pagine Spotted han deciso di darsi un regolamento per evitare di pubblicare insulti o notizie non riguardanti i colpi di fulmine, altre invece si limitano ad eliminare le offese, infine c’è chi preferisce dedicarsi completamente alle “cose poco carine” come “Insulted: UNIPR”. A riguardo, Spotted: Università di Bologna risponde in modo chiaro sulla propria bacheca: “Cerchiamo di rifiutare quanti meno messaggi possibile (il che non significa che non applichiamo neanche un minimo di controllo) in modo che questa pagina sia uno specchio della Bologna reale. Se lasciassimo passare solo i messaggi romantici daremmo l’immagine di una città dove tutto è rose e fiori, e cioè una città che non esiste.”

Nonostante le critiche, Spotted continua ad ampliarsi e coinvolgere settori non scolastici ed universitari, per esempio da febbraio esistono la pagina Spotted di Trenitalia e  Metro e Trasporti Milano , senza contare che da internet si sta passando anche all’utilizzo della radio, come dimostra UniSpotty Radio, progetto che inizialmente  voleva comprendere solo le università di Milano, ma che poi si è espanso alle università d’Italia.

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4 thoughts on “Spotted è in crescita

  1. Anche io sono molto perplessa su come vengono amministrate queste pagine, soprattutto nei casi in cui le persone coinvolte sono ragazzini che non riescono a gestire situazioni delicate. Il problema forse sta a monte, ad esempio il fenomeno del bullismo dovrebbe essere risolto offline, perché sappiamo che ciò che c’è sul web e’ solo una proiezione della realtà. Io non sono per le regole ma per l’educazione, il rispetto ed il buon senso!

  2. Anche nella mia città, a Novara, si sta verificando questo fenomeno. Su facebook si stanno creando una valanga di pagine “spotted” di qualsiasi tipo, compreso quello per ogni liceo novarese compresa la mia scuola, il San Lorenzo; che ha creato una pagina spotted con un branco di amministratori che non hanno ben chiara la funzionalitá e lo scopo dello “spotted”. Hanno imposto delle regole per la pubblicazione dei post, che francamente sono solo insulti che gente vigliacca e codarda non riesce a dirti personalmente. Ecco io vorrei sapere secondo quale criterio vengono scelti i messaggi. Ma soprattutto circa tre mesi fa una ragazza della mia città si è tolta la vita a causa del bullismo.. Hanno fatto tutti i moralisti consigliando e dispensando perle di saggezza sul comportamento, non molto tempo dopo siamo punto e a capo.

  3. E pensare che a Roma sono anni ed anni che i giornali hanno una sezione dedicata proprio a questo tipo di “annunci” dove la gente si dichiara, come fa con spotted. 😀

  4. Guarda cosa è successo a Nuoro al liceo classico Asproni: http://magazine.excite.it/liceo-asproni-nuoro-su-facebook-la-lista-degli-studenti-gay-la-scuola-insorge-N136578.html.
    Sulla pagina spotted di questo liceo è stata pubblicata la lista “nera” dei liceali omosessuali.. la reazione del giorno dopo è stata una grande manifestazione di alunni e insegnanti contro chi aveva discriminato.. insomma spotted può essere interessante ma attenzione a chi gestisce le singole pagine!

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