Pinterest e la comunicazione attraverso le immagini

Imagedi Rossella Presenza

Pinterest è un social network fondato nel 2010 da Evan Sharp, Ben Silbermann e Paul Sciarra dedicato alla condivisione di fotografie, video ed immagini. Basato sull’idea di creare un catalogo on-line delle ispirazioni, Pinterest permette agli utenti di creare bacheche per gestire la raccolta di immagini in base a temi predefiniti o da loro generati. Il nome deriva infatti dall’unione delle parole inglesi pin (appendere) e interest (interesse) da: Wikipedia.

La Alexa, azienda statunitense che si occupa di statistiche sul traffico di Internet, afferma che è al trentanovesimo posto tra i siti web più visitati al mondo. Con un tasso di crescita sorprendente, gli utenti registrati sono stimati a 11 milioni in gennaio 2012.

Oltre la metà degli iscritti (il 55,2%) proviene dagli Stati Uniti, seguiti da Regno Unito (3,8), Canada (3,5), India (3,5), Italia (2,8), Germania (2,7) e Giappone (2,6). La maggior parte di questi ha tra i 25 e i 34 anni e trascorre online una media di 16 minuti ad accesso e un totale di 98 minuti al mese (rispetto alle 2 ore e mezza di Tumblr e alle 7 di Facebook) da: Il 2012 di Pinterest.

Tra gli utenti USA si stima che l’80% sia di sesso femminile. Tale tendenza potrebbe spiegarsi con il fatto che circolano molti contenuti riguardati la moda, la cucina e il design. Molti acquisti online vengono fatti per un effetto a catena, ovvero scaturiscono dall’attenzione per il brand e dalle interazioni sociali tra gli utenti. Pinterest sta diventando uno dei principali driver della social shopping experience  (da Marzio Mazzara):

  • Il 43% degli utenti afferma di utilizzare Pinterest per connettersi con i rivenditori o le marche con cui si identifica. (Fonte Bizrate Insights)
  • Il 69% dei consumatori on-line, afferma di aver trovato su Pinterest il prodotto che desiderava e di averlo successivamente acquistato, contro il 49% degli utenti che ha fatto la medesima esperienza su Facebook. (Fonte Bizrate Insights)
  • Le ricerche suggeriscono che gli acquirenti provenienti da Pinterest spendono il 10% in più rispetto a quelli provenienti da altri social network (Fonte Shopify)

Diviene così di primaria importanza per le aziende generare converzazioni intorno ai prodotti per renderli ‘’shareble’’, o ancora meglio ‘’pinnable’’.

In Italia si stima invece che il 78% siano utenti di sesso maschile, ma l’analisi condotta da Lundquist, società di consulenza in comunicazione, ci dimostra come nel nostro Paese il problema sia ben più ampio: le aziende Italiane non usano le immagini per comunicare (da: Ferpi). Sebbene due terzi delle prime cento società italiane abbiano un canale su You Tube, ben poche sono quelle che ne fanno un potente strumento di immagine corporate: solo 32 società presentano contenuti non di tipo esclusivamente commerciale, come interviste al management, iniziative di responsabilità sociale, video di branding, ecc. Gli altri strumenti di comunicazione visuale (SlideShare, Flicker, ecc) sono ancora meno utilizzati e solo il 18%  delle aziende italiane ha un profilo Pinterest.

Quest’ultimo si integra perfettamente con gli altri social network, come Facebook, Twitter, Flickr e con i siti web. Ciò è reso possibile dai “pin button” con cui è possibile “pinnare” le immagini presenti nel sito/social di appartenenza sui propri board di interesse. Consiste per lo più in un lavoro di categorizzazione delle immagini, selezionate in base ai propri interessi, per questo non compete con gli altri social.

Inizialmente era necessario richiedere l’invito per potersi iscrivere ma da non molto Pinterst ha aperto le porte a tutti, basta essere in possesso di un account e-mail. Rimangono però alcune perplessità: dal rapporto GlobalWebIndex sullo stato dei social media del 2012, uno dei problemi che sembra emergere è la differenza tra il numero totale degli utenti iscritti (1.36 m), quelli effettivamente attivi (0.61 m) e quelli che postano contenuti (0,08 m) come ci racconta Futura Pagano nel post “Pinterest tra difficoltà e opportunità“. Una delle cause più delicate potrebbe essere la mancanza di limitazioni del diritto d’autore delle immagini, veicolabili liberamente.

A marzo 2013 è stato rilasciato Pinterest Web Analytics, il sistema di tracciamento che consente di analizzare l’efficacia della propria campagna di social media marketing, monitorando i pin in quattro azioni  (da Ninja Marketing):

  • Site Metrics: per quantificare le visite che hanno a che fare con il sito web verificato. Nello specifico alla voce Pin vengono visualizzati la media dei pin che provengono dal tuo sito; in Repin la media dei repin di pin che vengono dal tuo sito; Impressions il numero di volte in cui un tuo pin appare nell’home feed o nei risultati di ricerca; Clicks il numero di visite sul tuo sito che provengono da Pinterest.
  • Most recent: qui vengono mostrati i pin in ordine cronologico che provengono dal tuo sito web verificato.
  • Most repinned: mostra i pin che provengono dal tuo sito web e che hanno ricevuto più repin.
  • Most clicked: qui vengono visualizzati i pin che hanno portato più click al tuo sito web.

Tutto ciò permetterà alle aziende di comprendere quali contenuti di maggior successo enfatizzare e quali eliminare.

Davide Licordari, Social Media Strategist che ha condotto una ricerca sui maggiori brand italiani su Pinterest, in una intervista afferma:

Se da un lato Pinterest può essere un ottimo luogo di repository di immagini del brand da comunicare poi su altri canali che fanno maggiore affidamento sull’ interazione e sulla conversazione; dall’ altro la possibilità di creare board condivise apre la possibilità ai brand di costruire letteralmente qualcosa insieme ai propri followers. Il primo esempio che mi viene in mente in questo senso sono le board condivise proposte da Einaudi Editore (es:E.E.) da:  PinterestItaly 

Lo stesso Licordari riporta uno studio condotto dal sito di e-commerce Boticca.com  (negozio online di gioielleria e di moda) sulla loro esperienza  Pinterest e Facebook. Il confronto avviene su un campione di 50.000 visitatori unici provenienti da entrambi i social network. Risulta che gli utenti di Pinterest spendono circa il doppio di quelli di Facebook (180$ vs. 85$ in media), il 10% delle decisioni di acquisto proviene da un’azione influenzata da Pinterest contro il 7% di Facebook. Pinterest porta l’azienda presso un nuovo pubblico: l’86% degli utenti di Boticca su Pinterest non sono in contatto con l’azienda su altri canali (57% il dato relativo a FB).

È importante ricordare però che Pinterest non non vuol essere una semplice vetrina per le aziende, ma propone la creazione di profili business, invita a raccontare una storia, a creare una community intorno al brand e a generare conversazioni. Ogni azienda, come per tutti i social network utilizzati, anche per Pinterest dovrebbe prevedere un vero e proprio community building program. 

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One thought on “Pinterest e la comunicazione attraverso le immagini

  1. Pingback: [Fr] Pinterest et la mode | #PlacEvent

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