SOS lavoro: In cerca della meritocrazia perduta

Image di Lucia Pompei

Nel Dicembre del 2012 è stato somministrato a 11.011 ragazzi/e, tra studenti universitari e neolaureati, un sondaggio riguardante il rapporto tra i giovani e il lavoro, facendo riferimento alla situazione politico-economica che caratterizza il contesto italiano attuale.

Tale ricerca è stata promossa dal gruppo Sanpellegrino in occasione del premio di laurea Sanpellegrino.

Lo scopo del sondaggio è quello di capire quali sono le opinioni, le speranze, i sentimenti, le paure, le ambizioni, le necessità e in generale lo stato d’animo dei giovani che si affacciano nel mondo del lavoro.

Come poteva essere immaginabile dagli indici di disoccupazione recenti, l’esito del sondaggio mostra uno scenario non roseo e felice.

Molti giovani non riescono ad immaginare la propria vita da qui a 10 anni perchè senza lavoro non c’è futuro.

La realtà circostante risulta pertanto mortificante e annichilente.

Tra le varie domande presenti nel sondaggio una di queste chiedeva ai sondati quali fossero, secondo loro, gli impedimenti nel trovare una occupazione post laurea in Italia.

La risposta con percentuale più alta (31% degli studenti e 36% dei neolaureati) è quella che indica come problema fondamentale l’occupazione da parte degli adulti di posti che dovrebbero essere per i giovani e quindi l’impossibilità di accedere a professioni già occupate.

Una delle possibilità per eludere il problema della disoccupazione giovanile è cercare occupazione nei Paesi esteri in cui il mercato del lavoro è in crescita e in cerca di giovani dotati e qualificati: la famosa “fuga di cervelli”.

Il 21% degli studenti sondati dichiara, inoltre, di voler cercare un lavoro all’estero in quanto oltre ad una maggiore offerta di lavoro, all’estero viene effettuata anche una valutazione migliore dei candidati, selezionati secondo criteri meritocratici ed equi, che spesso mancano in Italia.

Nonstante ciò molti giovani alla domanda “lasceresti l’Italia per un Paese estero?” rispondono negativamente (circa il 76%) in quanto non sono intenzionati a lasciare il proprio paese,la propria cultura di apparteneza e i propri affetti per cercare un lavoro che vorrebbero poter trovare in Italia.

A fronte di questa situazione, risulta perciò fondamentale creare un canale di comunicazione tra i giovani talentuosi e le aziende.

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One thought on “SOS lavoro: In cerca della meritocrazia perduta

  1. sono un dipendente di un supermercato da diversi anni e purtroppo dopo aver sempre compiuto il mio lavoro in modo qualitatitvo sono mai riuscito ad avere un riconoscimento aziendale positivo. credo sia stato dovuto alla mia poca propensione a dover sempre compiacere i miei superiori non per modalita tecniche lavorative ma semplicemente per ragioni puramente di simpatia,in compenso una gran maggioranza di persone senza avere mai avuto capacita sufficente ne intellettive e techinco a poter svolgere mansioni organizzativi di reparto, sono state privilegiate mi chiedo come è possibile questo?

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