A cosa serve una laurea nel mercato del lavoro?

By Oliver1983 (Own work) [GFDL 1.3 (www.gnu.org/licenses/fdl-1.3.html)], via Wikimedia Commons

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di Valentina Bazzarin

In questi giorni il dibattito sul valore del titolo di studio ha ripreso quota a causa di una preoccupante relazione del CUN, il Consiglio Universitario Nazionale, che sottolinea un vistoso calo delle iscrizioni nelle università italiane. In questo articolo sulla pagina del TG3 segnalato nel gruppo di lavoro da Angela Fauzzi si ricorda che “In materia di laureati l’Italia è largamente al di sotto della media Ocse: 34mo posto su 36 Paesi. Solo il 19% dei 30-34enni ha una laurea, contro una media europea del 30%. Il 33,6 % degli iscritti, infine, è fuori corso mentre il 17,3% non fa esami.”.

Alla luce dell’obiettivo formativo di questo laboratorio per studenti di una Laurea Magistrale nei prossimi incontri ci interrogheremo sul valore della laurea nel mercato del lavoro italiano, in particolare di un percorso di studi in materie socio-umanistiche.

Vi invitiamo ad aiutarci nel dibattito proponendo alcuni spunti nei commenti.

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5 thoughts on “A cosa serve una laurea nel mercato del lavoro?

  1. Ricordo l’autunno caldo del 2010, l’anno accademico partì con settimane di ritardo in tutta Italia a causa del ddl Gelmini (disastroso per i ricercatori universitari) e a causa dei tagli della finanziaria alla ricerca e all’istruzione. Fin da allora il Paese a forma di stivale cercava di reagire alla crisi tagliando sulla cultura, riducendo risorse umane e finanziarie al sistema universitario, a differenza di altri paesi che invece facevano esattamente il contrario.
    Oggi, di fronte all’allarme di disoccupazione giovanile record in tutta Europa i giovani reagiscono rinunciando all’idea di investire tempo e denaro nella formazione universitaria. Scelta quasi ovvia di fronte a un Paese che preferisce tagliare e non investire.
    Come reagire dunque?

  2. Sul Corriere della Sera ieri c’era un’ intervista del Viceministro del Lavoro Martone. Martone afferma che il calo del numero dei laureati italiani è colpa dei cattivi esempi, come ad esempio Frabrizio Corona.”Si è diffusa l’idea che la laurea sia inutile. Purtroppo si affermano modelli negativi di successo immediato quanto effimero. Mi riferisco anche alle tante copertine su personaggi come Corona”.
    Se le cose stanno davvero così, abbiamo un livello culturale davvero basso, secondo me.
    Per quanto riguarda i fuori corso, invece dice “Pochi si iscrivono all’università e troppi vi rimangono troppo a lungo, una parte del problema sono i fuori corso che considerano l’università un parcheggio perché possono permetterselo. È giusto che paghino di più, perché con le risorse che si recuperano si possono finanziare più borse di studio”.

    • Purtroppo è vero, è assurdo il numero di persone che ad ogni occasione mi ripetono che sto sprecando tempo e denaro, che non è la laurea che conta ma solo una buona dose di fortuna,spirito di adattamento e le giuste raccomandazioni. Personalmente ho sempre cercato di non farmi influenzare da questa visione del mondo del lavoro ma è risaputo che sono in tanti ormai a pensarla così. Per quanto riguarda l’aumento delle tasse universitarie per chi è fuori corso sono d’accordo solo in parte. Anchio non sopportochi sfrutta l’università solo come una scusa per ritardare il più possibile il momento in cui si dovrà guadagnare il pane da solo. Ma c’è anche l’altra faccia della medaglia. Quella degli studenti lavoratori. Per chi non ha scelta, per chi non riuscirebbe a studiare se nn avesse uno stipendio con cui pagare libri e tasse non è cosí facile restare nei tempi. Io fortunatamente finora ci sono riuscita ma se le cose dovessero cambiare non sarei così felice di dover pagare di più solo perchè nn sono finanziata da mamma e papà.

  3. Sul Corriere della Sera ieri c’era un’ intervista del Viceministro del Lavoro Martone. Martone afferma che il calo del numero dei laureati italiani è colpa dei cattivi esempi, come ad esempio Frabrizio Corona.<>.
    Se le cose stanno davvero così, abbiamo un livello culturale davvero basso, secondo me.
    Per quanto riguarda i fuori corso, invece dice <>.

  4. Secondo il mio parere, la situazione universitaria italiana è molto preoccupante. Ciò è dovuto soprattutto all’aumento delle tasse universitarie e alla diminuzione dei fondi per le borse di studio. Inoltre, credo che non ci si debba stupire se le iscrizioni alle facoltà umanistiche stanno diminuendo, poiché oggi la richiesta lavorativa italiana è sempre più orientata verso gli ambiti scientifici, mentre gli incentivi per gli ambiti lavorativi a sfondo umanistico sono in diminuzione.

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